Il meglio alla fine: la leggendaria gara di sci “Der Weisse Rausch” a St. Anton am Arlberg
Quando nel pomeriggio del 17 aprile gli impianti di risalita chiudono, nel comprensorio sciistico di St. Anton am Arlberg la festa entra nel vivo. È il giorno del “Weissen Rausch” – la gara di sci di culto che ogni anno spinge i partecipanti al limite delle loro capacità atletiche. Già durante il giorno si respira un’atmosfera elettrizzante: un numero sorprendente di sciatori indossa tute da gara e cerca di mascherare il nervosismo crescente con battute nella cabinovia o con espressioni volutamente disinvolte. E poi si fa sul serio: 555 sciatori, snowboarder o telemarker si presentano alla partenza in massa presso il Vallugagrat.
La ormai leggendaria gara di sci alpino “Der Weisse Rausch” attira ogni anno migliaia di appassionati di sport invernali da tutto il mondo a St. Anton am Arlberg. In linea di principio chiunque può partecipare, ma alcuni lo sanno per esperienza: questa gara non è per tutti. Già la posizione giusta alla partenza in massa fa la differenza in termini di secondi decisivi. La vera sfida, però, arriva poco dopo sullo “Schmerzensberg”: chi affronta troppo velocemente la salita intermedia, lunga circa 150 metri, si ritroverà con i polmoni in fiamme una volta in cima; chi invece la prende troppo con calma, rimane indietro. Anche per il resto, la pista non battuta richiede abilità e destrezza sciistica. Il tempo record sull’intero percorso è stato stabilito nel 2017 da Mathias Gorbach con sette minuti e nove secondi. Da allora, l’obiettivo è batterlo. Da undici a 18 minuti rappresentano invece una buona media. Tuttavia, verso la fine della gara questo aspetto assume spesso un ruolo secondario, perché a quel punto l’unica cosa che conta è arrivare al traguardo. Gli spettatori possono osservare alcuni partecipanti vestiti in modo stravagante che arrivano con calma solo dopo mezz’ora. Al più tardi in quel momento diventa chiaro: in questa gara il divertimento non rimane sul percorso.
Il meglio alla fine: la leggendaria gara di sci “Der Weisse Rausch” a St. Anton am Arlberg
Quando nel pomeriggio del 17 aprile gli impianti di risalita chiudono, nel comprensorio sciistico di St. Anton am Arlberg la festa entra nel vivo. È il giorno del “Weissen Rausch” – la gara di sci di culto che ogni anno spinge i partecipanti al limite delle loro capacità atletiche. Già durante il giorno si respira un’atmosfera elettrizzante: un numero sorprendente di sciatori indossa tute da gara e cerca di mascherare il nervosismo crescente con battute nella cabinovia o con espressioni volutamente disinvolte. E poi si fa sul serio: 555 sciatori, snowboarder o telemarker si presentano alla partenza in massa presso il Vallugagrat.
La ormai leggendaria gara di sci alpino “Der Weisse Rausch” attira ogni anno migliaia di appassionati di sport invernali da tutto il mondo a St. Anton am Arlberg. In linea di principio chiunque può partecipare, ma alcuni lo sanno per esperienza: questa gara non è per tutti. Già la posizione giusta alla partenza in massa fa la differenza in termini di secondi decisivi. La vera sfida, però, arriva poco dopo sullo “Schmerzensberg”: chi affronta troppo velocemente la salita intermedia, lunga circa 150 metri, si ritroverà con i polmoni in fiamme una volta in cima; chi invece la prende troppo con calma, rimane indietro. Anche per il resto, la pista non battuta richiede abilità e destrezza sciistica. Il tempo record sull’intero percorso è stato stabilito nel 2017 da Mathias Gorbach con sette minuti e nove secondi. Da allora, l’obiettivo è batterlo. Da undici a 18 minuti rappresentano invece una buona media. Tuttavia, verso la fine della gara questo aspetto assume spesso un ruolo secondario, perché a quel punto l’unica cosa che conta è arrivare al traguardo. Gli spettatori possono osservare alcuni partecipanti vestiti in modo stravagante che arrivano con calma solo dopo mezz’ora. Al più tardi in quel momento diventa chiaro: in questa gara il divertimento non rimane sul percorso.







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